E’ un pomeriggio di inizio ottobre e mi sveglio da un pisolino pomeridiano.
Non so cosa fare, sono annoiato e stanco, forse non ancora del tutto sveglio, mi sento annebbiato, in quello sgradevole stato nel quale solo dormicchiare il pomeriggio ci puo’ portare.
Apro un file musicale della mia raccolta, una bella e famosa canzone di 20 anni fa che ebbe molto successo e che nessuno ascolta più.
Non ha nulla di eccezionale, eppure sento subito dentro di me un’ondata di calore, guardo dalla finestra e per la prima volta oggi mi accorgo che c’è il sole.
Prendo coscienza del sole.
Prendo coscienza dell’aria che respiro.
Prendo coscienza della vita e di essere vivo.
Non so cosa fare, vorrei fare qualcosa, la stanchezza è passata.
Vorrei condividere questo momento con qualcuno.
Lo sto condividendo con voi.
La musica ha una magia particolare.
La musica è quella magia che ci entra dentro e cambia la velocità del nostro sentire ed al tempo stesso lo approfondisce.
Non è meraviglioso, ogni tanto, accorgersi di essere vivi?
Fabio
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domenica 22 novembre 2009
Accorgersi di essere vivi
mercoledì 18 novembre 2009
sabato 14 novembre 2009
Analisi fenomenologica del volontariato
La domanda è: “Come si spiega che in una società il cui obiettivo primario è il potere, da quello politico a quello della ricchezza, della giovinezza, della bellezza e via dicendo, come si spiega il fenomeno del volontariato che investe l'intera società dai giovani agli adulti e ai pensionati ed è in crescita continua?”.
Secondo me la risposta sta nei seguenti fenomeni.
1. - Lo psicologo Abraham Maslow ha formulato una teoria che mette in forte relazione i bisogni fondamentali dell’uomo con le motivazioni ad agire. Secondo Maslow questi bisogni sono: fisiologici (nutrirsi, tutte le attività necessarie alla sopravvivenza individuale), di sicurezza (casa, lavoro, salute, protezione da attacchi ecc), di appartenenza (amicizia, famiglia, gruppi ecc), di stima (rispetto, autostima, ammirazione ecc), di autorealizzazione (creatività, valori e morale, raggiungere risultati ecc). Ognuno di noi è motivato ad agire se, consapevolmente o meno, percepisce e/o è convinto che quanto fa realizza uno o più di questi bisogni.
Svolgere un’attività di volontariato porta a realizzare i bisogni di: a) appartenenza. I volontari vengono a formare un gruppo, caratterizzato da valori e obiettivi comuni. Si verifica un’osmosi positiva tra identità del gruppo e identità individuale. Si creano nuove relazioni più o meno approfondite ma comunque caratterizzate da un’atmosfera gradevole dovuta alla condivisione, appunto, di alcuni valori e obiettivi. b) stima. Fare volontariato è un’attività che procura stima e ammirazione da parte della società in generale, il che, insieme a quanto vediamo subito di seguito, nutre in modo considerevole l’autostima. c) autorealizzazione. Facendo volontariato si agisce concretamente per realizzare propri valori che, in moltissimi casi, l’attività lavorativa o sociale abituale non permette di realizzare.
Infine, la psicologia del lavoro ha identificato tre principali bisogni che guidano la persona nel corso della sua carriera professionale: di potere (influenza sugli altri), di appartenenza, di realizzazione. Cosa manca in questo elenco? Il denaro. Questo significa che l’essere umano è mosso, anche in un ambito come quello lavorativo caratterizzato dai soldi, da bisogni, pulsioni, desideri che vanno ben al di là della semplice materialità delle cose.
Questo primo punto spiega secondo me le motivazioni generali che portano alla scelta del volontariato. Per spiegare l’attuale crescita del volontariato passo al prossimo punto.
2. - Negli ultimi anni, con il consolidarsi del fenomeno della globalizzazione, si è passati da una concezione di azienda come organizzazione rigida, fondata sulla produttività quale unico valore e obiettivo, a una concezione di azienda flessibile, aperta costantemente al cambiamento, in relazione dinamica e costruttiva con tutte le realtà che la circondano. I valori etici sono divenuti parte fondante delle organizzazioni. Quindi valori come la solidarietà, il rispetto dell’ambiente, il sostegno a persone in difficoltà eccetera sono entrati a far parte integrante della mission aziendale. Molti imprenditori noti, fino ad arrivare a Bill Gates, pubblicizzano le proprie attività di volontariato e lo stesso vale per divi dello spettacolo e campioni dello sport. Tutto ciò ha comportato e comporta una forte e diffusa sensibilizzazione, all’interno della società, per quanto concerne una serie di tematiche che, in definitiva, sono quelle che caratterizzano il mondo del volontariato. In definitiva: la nostra attuale cultura è intrisa, oltre che dai valori del potere, della ricchezza eccetera, anche dai valori della solidarietà e dell’altruismo. E l’attenzione data dalle aziende a tali valori né una dimostrazione significativa.
Questi due punti, che rappresentano due fenomeni attualmente incorso, che si miscelano e si integrano fra di loro, rispondono, almeno in gran parte, alla domanda di partenza.
Luca B image courtesy of SqueakyMarmot
martedì 10 novembre 2009
La Novella Eloisa [La rinnovata me stessa]
Quando ci si ritrova per l'ennesima volta a ricominciare nella
propria vita e a raccoglierne i cocci in giro,
così come sta succedendo a me,
ci si chiude nel proprio "dolore perfetto" arrabbiandosi col
mondo intero e cospargendosi il capo di cenere ...
Ma un bel giorno ho avuto un'illuminazione :
" Alla fin fine non è poi così male avere l'opportunità
di ricostruirsi".
Ciò mi ha fatto riabbracciare sfumature della mia vita
quasi abbandonate, investire ancora sul prossimo e
soprattutto su me stessa con la giusta dose di
energia, razionalità e maturità.
Non posso sapere che cosa mi riserverà il mio futuro, ma
posso affermare con certezza che
- forse sarò un'incorreggibile idealista -
malgrado tutto io in questa vita non ho ancora smesso
di crederci.
Cristina Izzo image cc by alicepopkorn - busy
venerdì 6 novembre 2009
Found raising
a cura di Luca Baroni
sabato 31 ottobre 2009
Cercando un Tesoro
La lettura del post di Fabio, e del lungo e forse travagliato cammino che è stato compiuto per avere consapevolezza di un profondo aspetto di sè mi ha commosso e dato gioia.
Ho sentito quindi la voglia di festeggiare e così ho sentito un mio amico pittore per chiedergli di immaginare su carta la scoperta di un tesoro, come fosse il ritrovamento di un tesoro di pirati nascosto su una caraibica isola deserta!!!
E quindi...eccolo qua!
Stac
lunedì 26 ottobre 2009
Il Mare e lo Scrigno segreto
Nella vita di ciascuno ci si impara a conoscere. Poco o bene, in modo approfondito o superficiale, con sospetto e circospezione o con abbandono e fiducia.
Ci si impara a conoscere, nel senso che si impara a conoscere se stessi.
A volte si ha paura, e si smette di fare domande, a volte la paura ci prende come un gioco, ed andando avanti scopriamo, dietro un angolo, una parte di noi che ci spaventava ed adesso, invece, cavoli come ci piace!
E lo diciamo a tutti perché riteniamo che sia un punto di forza.
Bene, la mia vita mi ha svelato, di me stesso, che devo aver fiducia, attendere i tempi lunghi della coscienza, le maree della consapevolezza che vanno e si ritirano, a volte portano qualcosa a riva a volte se lo riprendono senza volerlo lasciare più.
Quest’estate non vi dirò cosa è successo, ma la marea ha portato a riva qualcosa che non mi aspettavo.
Cioè, altre volte avevo visto sulla spiaggia quello scrigno attraente, ci ero girato intorno, due o tre volte lo avevo aperto, ma in quel momento la marea era tornata e se lo era ripreso sbattendomi violentemente indietro.
Questa volta sono stato più veloce, forse perché non pensavo si trattasse dello stesso scrigno, un po’ pericoloso. Inaspettatamente mi sono avvicinato e l’ho portato all’asciutto.
L’ho aperto subito, ma non ho dapprima capito cosa contenesse, l’ho portato a casa con il suo meraviglioso segreto.
Questo contenuto mi ha cambiato profondamente.
L’ho tenuto con me per tre settimane, ho sofferto, ho sperato, ho cercato di capire che fosse, alla fine l’ho capito e mi sento pronto per farlo diventare parte di me.
Ho riportato lo scrigno sulla spiaggia aspettando che la marea se lo riprendesse.
Ed ho riposto il tesoro sotto al mio letto, nel posto più sicuro e più caldo della mia casa.
Ogni tanto vado sulla spiaggia e guardo se la marea ha riportato qualcosa. Se mi ha portato qualcosa.
Non ho più paura dell’amore.
Non posso più vivere senza la profondità dell’amore.
Ogni tanto vado sulla spiaggia ed aspetto lo scrigno, non posso più fare a meno, non voglio più fare a meno del meraviglioso tesoro che il mare, ogni tanto, ci regala.
Lo scrigno se lo riprende, a volte, ma il meraviglioso contenuto rimane per sempre nel posto più prezioso e più caldo della nostra casa. Fabio-settembre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
Quisquis amat valeat [*]
Valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca
da “Opera sull'acqua e altre poesie”, Einaudi, To, 2002
[*] ”Sia valoroso chi ama” (libera traduzione di un’antica iscrizione ritrovata a Pompei). image cc by kkimpel
giovedì 15 ottobre 2009
Per salvare un bambino
A tutte le famiglie dove vivono bimbi piccoli (e grandi), volevo segnalare questo video che dà preziose istruzioni in caso di incidenti da ostruzioni respiratorie. Queste istruzioni possono salvare la vita al bimbo che ha ingoiato qualche piccolo oggetto o un boccone di cibo e non respira più.
Il dottore esegue, in modo molto dettagliato e chiaro le manovre necessarie.
L'ho visto fare in televisione dallo stesso medico (ebbene sì! a volte la tv trasmette anche qualcosa di utile ed intelligente!) e sembrano davvero semplici da memorizzare.
Ida
